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La nostra storia

COME E' SORTA LA CASA DI RIPOSO

"Per rispondere a tale domanda, bisogna risalire all'ottobre del 1929, quando un drappello di circa 20 signore e signorine della città, animate da vero spirito di cristiana carità, si costituirono in pio sodalizio, formando la Conferenza interparrocchiale femminile San Vincenzo De Paoli, approvata dal Vescovo di Caltagirone Mons. Giovanni Bargiggia. Ne fu stimata Presidente la Baronessa Gaudioso Francesca, nata Catalano, e Assistente Ecclesiastico il Sac. Michele Tiralosi. Sua missione fu la visita settimanale agli anziani e incapaci di uscire da casa. A gruppi di due e tre, le consorelle si recavano nei diversi quartieri della città, messaggere di conforto e di aiuti per i cari fratelli. Quante constatazioni dolorose! Quanti casi pietosi! Quanta miseria! Uomini e donne di avanzata età trovati soli, abbandonati, languenti nella povertà; malati giacenti a letto, privi di cura, di medicinali, di assistenza medica; abitazioni squallide e antigieniche. Fu un vasto campo di meravigliosa attività, nel quale le ottime consorelle diedero prove di coraggio, di sacrificio e di abnegazione. Superando la naturale ritrosia, memori di servire nel povero un fratello e in questo Cristo Gesù, varcarono quelle misere soglie accostandosi amorevolmente a quei poveretti, per pulirli, confortarli e somministrare loro cibo e medicinali. La cittadinanza ammirò e apprezzò tale inconsueta e preziosa attività e largheggiò in aiuti di denaro, viveri, indumenti e biancheria per sostenere un opera altamente umanitaria e cristiana. trascorsero molti anni in tale caritatevole e fecondo servizio. Rattristava, però, le consorelle visitatrici la constatazione della solitudine nella quale erano costretti a vivere alcuni assistiti, per i quali l'alloggio era a carico della Conferenza. Non potevano questi e altri riunirsi sotto un medesimo tetto? L'assistenza sarebbe stata più efficiente e si sarebbe eliminata la penosa solitudine. Bisognava trovare una casa spaziosa, suscettibile di ampliamento e con ubicazione di facile accesso, ed acquistarla. Requisiti difficili a riscontrarsi nelle comuni abitazioni. E i mezzi? Le molteplici difficoltà non scoraggiarono le consorelle, le quali, fidando della Divina Provvidenza fecero ricerche per trovare una casa adatta. Piacque quella situata tra via Dell'Arco e via Ginnasio di proprietà del Barone Dr. Andrea Catalano, residente a Catania. Decisa la scelta, fu la stessa Presidente della Conferenza San Vincenzo De Paoli Baronessa Gaudioso Francesca, sorella del proprietario, a trattare personalmente la pratica per acquistarla. Da esperta negoziatrice, con delicati e suadenti motivi, essa seppe convincere il fratello a donare non solo la casa, ma anche l'annesso giardinetto "a ricordo dei cari genitori Barone Catalano Felice e Baronessa Gaudioso Antonia per essere destinata ad Ospizio degli indigenti". L'atto di donazione fu stipulato a Catania il 10/01/1955, presso il notaro La Rosa Giovanni, a favore, però della Chiesa parrocchiale San Gregorio Magno di Vizzini, non avendo la Conferenza San Vincenzo De Paoli personalità giuridica, ma con la condizione di farne cessione all'Ospizio appena questo fosse stato fondato. Il munifico gesto caritativo suscitò grande ammirazione e lode a tutti in Vizzini e fece sperare non lontano il tempo per la costruzione dell'immobile, allora allocato, e per ricevere gli aiuti governativi e regionali, onde mettere in esecuzione il progetto di adattamento e di ampliamento elaborato dal Geom. Giovanni Lo Cicero. Questi si ebbero per l'interessamento fattivo dell'indimenticabile Sindaco della Città On. Avv. Matteo Agosta, con la collaborazione dell'insigne benefattore, anche lui indimenticabile, Barone Dr. Andrea Gaudioso. L'edificio, ampio ed accogliente, potè essere ultimato, nella sua costruzione, verso la fine del 1964. Preziosa, interessata, costante fu l'azione del Barone Gaudioso per portare a termine tale costruzione, per la quale non risparmiò fatica e denaro. Nei lavori fu solerte dirigente il Geom. Alfredo Giarrusso. Eseguite le installazioni degli impiati idrici, elettrici, telefonici e collocata l'attrezzatura e l'arredamento dei locali, il 27/04/1965, l'Ospizio iniziò il suo funzionamento tra la comune esultanza, la gratitudine a Dio e a tutti i benefattori, presenti il Sindaco della città, il Rev. Clero cittadino, distinte personalità, tutte le conorelle della Conferenza San Vincenzo De Paoli e molto popolo. Vizzini, alle altre opere sociali di pubblica beneficenza (Ospedale civico, Orfanotrofio maschile e femminile) aggiungeva, a suo onore, anche l'Ospizio dei vecchi S. Vincenzo De Paoli, oggi "casa di riposo per anziani".

SVILUPPO DELLA CASA DI RIPOSO

Il regime di vita che si attuava nella struttura, non poteva restare ignorato da quegli anziani, i quali, per particolari situazioni di famiglia, desideravano di potervisi ricoverare. Il comportamento fraterno tra direzione e ricoverati, le cure premurose per venire incontro ai loro bisogni, la serenità dell'ambiente per la vita comune, il vitto sano e abbondante, il sollievo per i mezzi di svago (radio e televisione) durante la giornata, per dissipare la malinconia, fecero affluire presso la direzione, molte domande di ricovero. I posti letto disponibili (30), nel giro di pochi anni, furono tutti occupati. Conveniva fermarsi o affrontare altre spese per un ulteriore ampliamento dell'immobile e accogliere altri anziani? L'Amministrazione non poteva disporre di alcuna somma. Parve, intanto, opportuno e conveniente l'acquisto di una casa attigua in vendita, spaziosa e suscettibile di trasformazione. La decisione fu presa, sicuri che la Divina Provvidenza sarebbe venuta in aiuto. Suo valido strumento fu l'ottima consorella Sig.ra Maria Antonia Paternò in Bufalino, la quale seppe interessare efficacemente il fratello Comm. Antonio Paternò, ricco industriale residente a Chicago. Questi, che aveva largheggiato in offerte all'Ospizio, prese a cuore il suo sviluppo, e da insigne benefattore di altre opere caritative, realizzò una cospicua somma (12.000 dollari), ricavata da una festa di beneficenza da lui promossa nella grande metropoli americana. Fu possibile, cosi, acquistare l'immobile in vendita, trasformarlo in ampio salone, diviso, su progetto del perito edile Vagone Salvatore, in 10 stanzette a uno e due letti, graziose, accoglienti, fornite di servizi igienici, di luce, di acqua e di riscaldamento. Nell'ottobre del 1973 questo nuovo plesso venne benedetto e inaugurato. Per la sua attrezzatura, per l'arredamento, per gli impianti idrici, elettrici, telefonici e per le altre spese di attrezzatura furono utilizzate generose elargizioni dell'Amm.ne Comunale, di privati benefattori, tra i quali, siamo lieti ricordare gli emigrati vizzinesi residenti negli Stati Uniti d'America e in Australia (Società Vizzinesi New York - Società Vizzinesi Chicago - Vizzini Social Club Melbourne).

PRESENZA DELLE SUORE DELLA DIVINA VOLONTA'

Avvenimento degno di rilievo è stata la presenza a Vizzini ed in particolare nella Casa di Riposo delle Suore della Divina Volontà avvenuta nel novembre del 1973. La presenza delle suore nella Casa di Riposo ha contribuito a trasformare l' "Ospizio" in una "Casa" anzi in una famiglia dove gli anziani non sono tanto oggetto di assistenza ma "fratelli" con cui si condivide la situazione di vita.

GESTIONE COMMISSARIALE (1978-1984)

Con la morte del benemerito Mons. Michele Tiralosi subentra una "Gestione Commissariale" retta dal Dott. Roberto Sorge."

Dagli scritti di Mons. Michele Tiralosi integrati da Mons. Giuseppe Verdemare